GLI AUTORI:

Renzo Rossotti, classe 1930, scrittore e giornalista torinese di fama,
predilige saggi e thriller ed è da sempre interessato alla storia dei propri
luoghi. Ha scritto moltissimi libri su Torino ed il Piemonte,
compenetrandosi totalmente nella misteriosa Torino.

Francesco Cordero di Pamparato, scrittore e studioso di Storia Bizantina,
docente di Storia delle Crociate e Storia di Bisanzio presso l’Università
Popolare, ha vissuto parecchio tempo fuori Italia, dove ha condotto altresì
ricerche per i numerosi libri pubblicati.

Laura Audi e Katia Bernacci, ricercatrici di storia medievale e folklore
locale per passione, lavorano l’una nel turismo, nell’intento di rivalutare
e riscoprire i luoghi piemontesi,  e l’altra nella piccola editoria torinese
che tratta temi inconsueti, legati all’uomo e al territorio.

Andrea Vico, giornalista divulgatore scientifico, vincitore di tre premi
giornalistici, scrive per il Sole 24 ore, Specchio dei Tempi, Stampa
Tuttoscienze ed altre testate. Ha collaborato a sette edizioni di
Experimenta.


Ai lettori

Le giubbe scarlatte dei dragoni, le truppe a cavallo schierate, la folla, una marea di folla tra cui spiccano persino cani saltellanti. Per un gioco imprevedibile di una immaginaria macchina del tempo, ci si trova a ritroso per assistere su un maxischermo ad un evento grandioso come l’ostensione della Santa Sindone.
Un gioco di prospettive, colori, movimento, firmato e datato 1686 da Pietro Maurizio Bolckman, artista che venne accomunato ad altri poi definiti “Bamboccianti” proprio per i tanti “bambocci” che dipingevano le loro scene di folla. L’Ostensione del Sacro Lino era evento straordinario, ma non raro, che richiamava a Torino frotte di pellegrini. 
Dove oggi sorge la cancellata di Pelagio Palagi, disegnata nel 1835 per separare la Piazzetta Reale dal resto della piazza, si ergeva il grande “Paviglione”, ricco di fregi, statue allegoriche, festoni ornamentali.
Sotto una sorta di baldacchino rosso, ecco la Sindone, mostrata al popolo da vescovi, alti prelati, tutti con la mitra in capo. Bolckman ne fu colpito e trasformò quella visione, sotto un cielo quasi sereno di Torino, in eccezionale spettacolo. Ci pare – quel dipinto grandioso, conservato nel Castello Reale di Racconigi – quasi il punto di partenza ideale per sfogliare le pagine che seguono: una breve “storia” della Sindone, dalle sue origini, ossia dal tiepido sorgere del mattino, il masso ribaltato, la sorpresa delle pie donne nel trovare il sepolcro vuoto. Si dilegua il cielo nero, solcato dalle folgori, dispare la tregenda del venerdì, quel venerdì poi detto “santo”, e già sorge in tutto il suo biancore, l’alba della Pasqua, a spaccare il tempo. “E’ già risorto, non è qui”, e l’annuncio supera, nella sua concisa e quasi cronistica “novella”, perfino le descrizioni evangeliche.
Con differenti “tappe” storiche, da quel primo mattino di un mondo nuovo, gli autori qui presenti delineano i primi “passi”della Sindone, ne seguono il percorso, lungo, avventuroso, carico di enigmi.
Come e perché pervenne in Europa? Con inquietanti interrogativi: chi, manualmente, la condusse a noi; ci fu un intervento dei Templari? E perché poi ai Savoia? E’ un racconto storico, reale, verosimile. 
E, infine, perché la scena conclusiva a Torino, e quale il rapporto fra il Lino e la città?
Come accade non solo per le cose tangibili, materiali, ma anche per le persone, Torino la sentì fermamente sua soprattutto nel momento in cui temette di perderla, come nell’incendio del 1997 di cui pure diremo.
Fu, per un lungo itinerario, il “talismano” da cui i Savoia non si separavano mai. Difficile dubitare che, col tempo, con il volgere dei secoli, la Sindone sia divenuta il talismano di Torino stessa.
In una terribile notte, mentre Torino festeggiava la nascita del “Re di Roma”, figlio di Napoleone, forse da una fiaccola scaturì L’incendio che distrusse completamente il “Paviglione”, legato a tante storiche ostensioni del Lino. Era il 20 marzo 1811. Già il fuoco, ancora il fuoco, come un pericolo quasi leggendario e persistente nella storia della Sindone.
Lasciamo al lettore questo itinerario da cui trarre in libertà le sue conclusioni, da credente, da laico, da non credente, davanti ad un volto sofferente che ti guarda e ti vede, pur con gli occhi chiusi. Un enigma umano e già trascendente che la scienza, con le sue instancabili ricerche, affida alla fede e al convincimento di ognuno.

R. R.

sindone destinazione torino:

viaggio al centro del mistero

Di RENZO ROSSOTTI, FRANCESCO CORDERO DI PAMPARATO, LAURA AUDI, KATIA BERNACCI, ANDREA VICO

sindone destinazione torino:

viaggio al centro del mistero


Il più noto oggetto sacro di tutto il mondo conosciuto è custodito nella città di Torino, quale ne è il motivo, che viaggio misterioso ha compiuto la Sindone per arrivare a noi, chi l’ha protetta nei secoli?

Ci fu un intervento dei Templari?

Cinque autori partono da diversi punti di vista e si confrontano con la storia appassionante di un grande enigma.



DA QUESTO LIBRO SONO STATI TRATTI TRE INTERESSANTI TOUR SU TORINO E LA SINDONE DAL TOURS OPERATOR DELLA “TORINO MAGICA” SOMEWHERE.

Collana: Scripta

ISBN: 978 88 9637 400 9

€ 15,00

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UN PO’ DI APPROFONDIMENTO:
COS’E’ 
LA
SINDONESindone_destinazione_Torino_files/cose%CC%80%20la%20sindone.pdf
LE PRINCIPALI RICERCHESindone_destinazione_Torino_files/le%20principali%20ricerche%20sulla%20Sindone_ITA.pdf
STORIA DELLA SINDONESindone_destinazione_Torino_files/storia%20dalla%20sindone.pdf

OSTENSIONIfile://localhost/LE%20OSTENSIONI_ITALIANO%205.pdf
LA VERONICAfile://localhost/LE%20OSTENSIONI_ITALIANO%205.pdf

BIBLIOGRAFIAfile://localhost/LE%20OSTENSIONI_ITALIANO%205.pdf